STORIA DEI TAPPETI

Le Origini

Anche se nessuno sa con precisione quando e dove la tecnica della tessitura del tappeto sia iniziata, non c'è dubbio che , in generale, sia iniziata in Asia centrale, presso le tribù nomadi. Durante le loro migrazioni, questi nomadi, esposti a condizioni climatiche severe, impararono a usare la lana di capra nella realizzazione delle loro tende,e in seguito per la realizzazione di stuoie per coprire il pavimento.


Il tappeto più antico annodato è stato scoperto nella tomba di un principe Sycthian nella valle Pazyryk dei monti Altai in Siberia ai confini con la mongolia nord-occidentale, dall' archeologo russo (Rudenko) nel 1947, ed è attualmente esposta nel Museo dell'Ermitage di Leningrado.Il suo ritrovamento fu possibile perché l'acqua penetrata nella tomba, congelandosi, lo mantenne intatto. Il tappeto è stato tessuto con il nodo turco, con un'annodatura simmetrica e contiene 347.000 nodi per metro quadrato (, è 3,62 metri quadrati (6 x 6,5 metri) ed è stato datato al carbonio dal 5. secolo avanti Cristo. Il Pazyryk è piuttosto sofisticato, mostrando così che è il prodotto di una lunga storia e tradizione della tessitura.
Quando numerose popolazioni passarono dalla vita nomade a quella sedentaria il tappeto assunse anche il ruolo di merce di scambio.


Il grande sviluppo della lavorazione del tappeto avvenne nell'antica Persia e durante il regno di Ciro (sec. V a. C.) si ha il privilegio di solennizzare i primi tappeti tessuti con fili d'oro e d'argento; il culmine si raggiunge nell'epoca dei Sassanidi (225-600 d.C.). Alla diffusione dell'arte del tappeto in Oriente contribuisce il criterio generalmente seguito nell'arredamento della casa, dove è quasi escluso il mobile e dove l'inestinguibile bisogno di ornamento è compensato dalle ceramiche, dai metalli cesellati, dai tessuti di cui i tappeti sono l'espressione più nobile e nello stesso tempo più pratica e confortevole.

L'arrivo in occidente


All'Europa la seduzione del tappeto orientale viene rivelata dai mercanti e viaggiatori italiani. Già nel sec. IX i veneziani vendevano i tappeti alla corte di Pavia, in alcune pitture trecentesche toscane possiamo vedere i tappeti orientali dipinti con grande maestria. Il commercio del tappeto si propaga anche ai fiorentini e ai pisani, ma non è da escludere che vi partecipassero anche i genovesi. Nel sec. XV i veneziani detengono il primato come importatori di tappeti e il possesso dei tappeti non è più privilegio dei soli patrizi, ma anche dei modesti borghesi, in occasione di feste religiose, civili o carnevalesche si stendono i tappeti lungo le calli e come ornamento delle gondole; non è da credere però che l'uso del tappeto sia sconosciuto in altre regioni d'Italia. Una notevole diffusione del tappeto nei paesi dell'Europa Orientale si verifica dal sec. XIV al sec. XVII con l'invasione turca.

Dopo il cinquecento presso gli occidentali si affievolisce l'interesse per il tappeto esotico: fu dopo la grande esposizione tenuta a Vienna nel 1891 che gli europei tornarono con entusiasmo al tappeto orientale subito seguiti dagli americani. Da allora abili commercianti, recatisi nei centri di produzione, iniziarono l'incetta dei tappeti in Oriente e per inviarli nelle capitali di Europa e d'America, dove incontrarono subito le simpatie degli occidentali, i quali non tardarono ad esigere una produzione consona per formato e per disegno ai loro ambienti. Così indussero i produttori orientali a modificare le dimensioni, e qualche volta anche i disegni e i colori. La troppo sollecita adesione ai desideri dell'importatore europeo portò alla decadenza della secolare arte del tappeto: l'annodatore orientale non si senti più affascinato dall'opera che le sue mani abili e pazienti venivano creando, l'arte diventò un'industria, così che non tutti i tappeti tolti dai telai in questi ultimi cinquanta anni possono vantare l'accurata fattura di un tempo. Tuttavia ancora oggi si possono trovare ottimi tappeti sia di vecchia sia di nuova fattura.

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